Ernia ombelicale nei bambini: guida pratica per genitori sereni
Un rigonfiamento dell’ombelico è frequente nei bambini e nei neonati e può indicare un’ernia ombelicale. Ecco quali segnali osservare, quando fare una visita e perché moneta e cerotto non sono utili.
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Un rigonfiamento dell’ombelico che spesso preoccupa i genitori
Nella mia pratica quotidiana incontro spesso genitori preoccupati perché il loro bambino, frequentemente un neonato, presenta un’ernia ombelicale.
Molti notano un evidente rigonfiamento dell’ombelico, che tende ad accentuarsi quando il piccolo piange, fa uno sforzo o durante l’evacuazione. In altri casi, invece, il rigonfiamento è più sfumato e viene riscontrato dal pediatra durante una visita di controllo.
Che cos’è l’ernia ombelicale
L’ernia ombelicale è una condizione congenita dovuta a un difetto nella chiusura della parete addominale dopo la caduta del moncone del cordone ombelicale.
A differenza di quanto accade nell’adulto, non è provocata da sforzi fisici. In presenza di questa conformazione, una porzione di intestino o di omento, cioè il tessuto adiposo che lo protegge, fuoriesce dalla cavità addominale posizionandosi sotto la pelle.
Quali segnali osservare
Nella maggior parte dei bambini l’ernia ombelicale è del tutto asintomatica.
Le dimensioni della tumefazione possono variare in base a quanto contenuto addominale fuoriesce. Talvolta può manifestarsi dolore; molto più raramente il rigonfiamento dell’ombelico diventa duro al tatto e si associa a sintomi come vomito, stitichezza o sangue nelle feci.
Quando è utile una visita
Se notate un rigonfiamento dell’ombelico nel vostro bambino, è sempre opportuno programmare una valutazione con un chirurgo pediatrico.
Lo specialista potrà confermare se si tratta effettivamente di ernia ombelicale o di un’altra patologia della regione ombelicale.
Se invece la zona appare rigida, dolorabile o accompagnata da pianto inconsolabile, è necessario rivolgersi tempestivamente al Pronto Soccorso Pediatrico.
Come avviene la valutazione
La diagnosi di ernia ombelicale è prevalentemente clinica.
Durante la visita valuto l’ampiezza dell’apertura nella parete addominale, cioè la porta erniaria, la riducibilità dell’ernia ombelicale, ovvero se il contenuto rientra facilmente in addome, e la sua contenibilità, cioè se rimane all’interno o fuoriesce subito dopo.
In presenza di dubbi diagnostici si potrà eseguire un’ecografia.
È importante sapere che non è il volume del rigonfiamento dell’ombelico a determinare la gravità del quadro, bensì la misura della porta erniaria: una porta piccola espone infatti a un maggior rischio di incarceramento o strozzamento.
Ernia ombelicale: quando si risolve e quando serve un trattamento
Nella maggior parte dei casi l’ernia ombelicale nei bambini si risolve spontaneamente con la crescita.
Un netto miglioramento, e spesso la completa guarigione, si osserva quando il piccolo inizia a camminare: il movimento rinforza i muscoli addominali, riducendo progressivamente il difetto della parete.
Se l’ernia ombelicale persiste nel tempo, l’unica soluzione definitiva è l’intervento chirurgico.
Moneta o cerotto sull’ombelico? Meglio evitare
Un dubbio ancora molto diffuso riguarda alcuni rimedi tradizionali.
Posizionare una moneta sull’ombelico per tenere indietro i visceri non serve a nulla. Allo stesso modo, applicare un cerotto sull’ombelico è del tutto inutile e può essere dannoso per la delicatezza della pelle dei neonati.
Per questo, sia l’uso del cerotto sia l’applicazione della moneta sull’ombelico sono pratiche da evitare.
Una valutazione per affrontare il percorso con serenità
L’ernia ombelicale è un difetto congenito benigno che, nella grande maggioranza dei piccoli pazienti, non causa alcun disturbo e tende a guarire spontaneamente con lo sviluppo muscolare.
Sebbene complicanze come l’occlusione intestinale siano eventi molto rari, una visita specialistica permette di inquadrare correttamente il problema e di affrontare il percorso con maggiore serenità e con tutte le informazioni necessarie per la salute del bambino.


